Il problema a monte delle montagne (di rifiuti..)

Colgo l’occasione di questa risposta che ho inserito in un newgroup per lanciare anche a voi il tema del nostro stiledi vita e sui possibili sostenibili futuri “possibili”.

Sono grato al mondo delle scienze perché ci lascia sempre la speranza che tutto sia possibile, che la fantasia sia sempre un passo indietro rispetto alla realtà. Non ho ben capito quale vantaggio si potrebbe avere da questi batteri. Per vantaggio intendo il miglioramento che si potrebbe ottenere rispetto sia alla situazione attuale che ad una delle possibili situazioni future. Il riciclaggio dei rifiuti dovrebbe essere un tema di conversazione quotidiano dell’uomo della strada e della casalinga di Vigevano – figure mitologiche usate spesso dai relatori dotti – perché ci rigurda tutti, molto di più di quanto tutti sappiano. Ma mentre notizie bizzarre come questa riescono in qualche modo a fare il giro delle case gli argomenti seri, in quanto tali fanno fatica a farsi conoscere. Troppo seri quindi noiosi? Dipende da come se ne parla, provate a pensare a Beppe Grillo. Il problema del consumo dissennato, che sta a monte delle montagne di rifiuti che produciamo, è alimentato dal peccato originale dei mezzi di comunicazione di massa: il mercato. Il mercatoe la politica ci chiedono di aumentare i consumi. Così senza neanche dare un senso a questa parola. Aumentare i consumi.
Succede quindi che i format più diffusi – sit com, reality, fiction di vario tipo – promuovano comportamenti ambientalmente e umanamente scorretti come modelli da imitare.
Un esempio, vi è mai capitato di vedere in una fiction televisiva uno dei protagonisti dare dello stupido a qualcuno perché:
1- possessore di una grossa macchina mangia benzina
2- si è dimenticato la luce accesa o ha acceso troppe luci in casa
3- non ha messo un rifiuto nel contenitore giusto
4- ha lasciato la tv instand by con la lucina rossa accesa invece che spegnerla
5- ha comprato un prodotto con un sacco di imballaggi inutili attorno
6- prende la macchina/moto per fare 200 mt
7- perché non sa cos’è una cellaa combutibile
8- non ha ancora installato dei pannelli solari
9- si è comprato un altro cellulare perché il suo era vecchio di tre mesi
ecc….

E’ il nostro stile di vita che è insostenibile anche per dei super batteri mangia fogne. La grande invenzione quindi dovrà essere parlare di un altro mondo possibile dove le soluzioni alternative si sposano con comportamenti corretti, intelligenti, naturali. Ma parlarne è al momento vietato, pensate ai nostri comici migliori di fatto emarginati dalla televisione Italiana per la colpa di voler parlare al buon senso.

Per quanto riguarda poi il riciclaggio della plastica posso dire che molte cose stanno già funzionando e che una grossa rivoluzione potrebbe essere quella di obbligare i produttori a produrre imballaggi riciclabili. Parlando di ABS, di cui la grossa parte viene dair rifiuti elettronici, il problema per il suo riciclaggio è legato alla presenza di ritardanti di fiamma che ne impediscono la rigenerazione nei normali impianti. Basterebbe obbligare chi vuole vendere computer in Italia, a fare le custodie con una plastica riciclabile e migliaia di tonnellate dirifiuti sparirebbero senza bisogno di Amebe aliene.

Abbiamo le soluzioni giàin mano ma siamo troppo intontiti per usarle.
Spero cambi presto l’andazzo

Per info sulle plastiche alcuni link:
http://www.conai.org
http://www.borsarifiuti.com
http://www.corepla.it
http://www.conip.it
http://www.cdcmp.it
http://www.macplas.it
http://www.ippr.it
http://www.iip.it
http://www.plasticscrap.eu
http://www.polimerica.it

ciaoo
mauro

Reno ha scritto:

> Grazie delle informazioni,sempre utili.Io aggiungo un articolo che
> avevo gia’ postato,da Le Scienze online,che ci da qualche
> speranza,anche con l’intento che non cada nel dimenticatoio….Ciao.
>
> da un articolo trovato il 27 Febbraio 2006 su “Le Scienze on line”:
>
> http://www.lescienze.it/
>
> Plastica biodegradabile da batteri:Il processo ha alcuni inconvenienti,
> ma permetterebbe di riciclare prodotti difficili da smaltire.
> Il suo nome Pseudomonas putida non promette un granché bene, ma
> l’attuale tecnologia permette di ottenere risultati sorprendenti da
> questo batterio. Lo hanno dimostrato i ricercatori dello University
> College di Dublino che hanno scoperto come questi microrganismi possano
> vivere nutrendosi di solo stirene – un idrocarburo aromatico da cui
> si ricavano numerosi prodotti tra cui il polistirene e l’ABS – e di
> convertire un problema ambientale in un’opportunità industriale.
> Nel corso della ricerca Keniv O’Connor e i suoi colleghi hanno
> trasformato il polistirene (o polistirolo) in stirene mediante
> pirolisi, un processo in cui questa plastica a base di petrolio viene
> riscaldata fino a 520 gradi Celsius in assenza di ossigeno. Il
> risultato è un cocktail chimico costituito per più dell’80 per
> cento da stirene più altre sostanze tossiche; il prodotto è stato
> somministrato a una coltura di Pseudomonas putida CA-3, un ceppo
> speciale di questo comune batterio, pur sapendo che l’olio avrebbe
> dovuto essere ulteriormente raffinato per permettere ai batteri di
> crescere. Invece, inaspettatamente, i batteri sembravano prosperare con
> questa dieta, trasformando 64 grammi di stirene non purificato in circa
> 3 grammi di nuovi batteri. Nel processo, i batteri hanno immagazzinato
> al loro interno 1,6 grammi di poliidrossialcanoato o PHA, una plastica
> che nell’ambiente naturale si degrada in modo molto più facile
> rispetto ad altri prodotti ricavati dal petrolio. Il processo fornisce
> come risultato alcuni prodotti di scarto come il toluene e richiede una
> notevole quantità di energia per portare avanti la pirolisi, ma si
> spera possa portare al riciclaggio di materiali difficili da smaltire
> come il polistirolo.

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